Diario di Bordo Hatun Karpay 2018

Non essendo più riuscito a scrivere giorno per giorno il Diario di Bordo, cercherò di riassumerlo in questo post.

Diario di Bordo – giorno 3

Diario di Bordo Parco dei Mostri BomarzoIl 3° giorno il nostro pellegrinaggio ci ha portato a Bomarzo al Parco dei Mostri.
Il Parco dei Mostri nasce nel 500 dalla mano di alcuni artisti ermetici. Lo scopo è quello di rappresentare (e essere strumento) di un percorso iniziatico. Inizialmente le opere erano “disperse” nel bosco, che nel tempo è stato trasformato in parco, a mio avviso perdendo alcune delle sue qualità iniziatiche e simboliche, ma almeno così è visitabile.

Anche noi abbiamo vissuto questo itinerario in una forma iniziatica. Abbiamo attraversato i 3 mondi dello sciamanesimo: partendo dal Mondo di Sotto per arrivare, attraverso quello di Mezzo, al Mondo Superiore.
Nel percorso ci siamo connessi all’energia simbolica di ogni scultura, soffermandoci principalmente con alcune di queste per compiere dei rituali specifici come per esempio il contatto con le Nustas (le Principesse) andine.

Ho trovato molto interessanti alcune opere: sicuramente tra le prime la rappresentazione tripartita dei 3 Mondi, ma anche la casa in pendenza che produce un effetto di riorientamento e la grotta dell’orco, dove l’acustica è speciale.

Ringrazio gli Spiriti che mi hanno aiutato e permesso di visitare questo luogo magico, rendendo possibile, dopo tanti anni, un sogno!

Diario di Bordo Poggio dell'Uovo - vasca a forma di donna incintaPer concludere la giornata in un piccolo gruppetto (Io, David, Diana, Paolo e Pierpaolo) siamo andati in un fuori programma. Siamo andati a visitare Poggio dell’Uovo, un poggio dove è possibile vedere un altare rupestre legato alla fertilità e femminilità. Viene chiamato dell’Uovo, oltre che per la funzione legata alla fertilità, anche per la forma dell’altare. Oltre ad esso vi è una vasca (delle guarigioni) a forma di donna incinta, in cui le donne andavano, probabilmente, per chiedere la guarigione.  In questo luogo abbiamo compiuto un piccolo rituale per connetterci con questi aspetti.

La cosa estremamente divertente è stata che Maika, il mio cane, mentre lavoravamo in cerchio attorno alla vasca, si è andata ad accucciare al suo interno.

Qui puoi trovare tutto il reportage fotografico.

Diario di Bordo – giorno 4

Il 4° giorno inizia con la visita della necropoli nei pressi di Sovana. Qui abbiamo visitato prima di tutto una via cava che porta a una tomba successivamente riutilizzata come riparo/ abitazione dai pellegrini. E’ molto interessante perchè da un’apertura che da sulla via cava, si può osservare una incisione di Pan col membro eretto. Non direttamente visibile, vi è in un secondo luogo anche una raffigurazione femminile.

Diario di Bordo Via cavaLa Via cava

Cos’è una Via cava? Era una strada di percorrenza? La Via cava era qualcosa di più che una semplice strada. Di costruzione antecedente al periodo etrusco, le vie cave venivano costruite seguendo il percorso dell’acqua (fiumi) sotterranea, riproducendone il tragitto. La Via cava è quindi una esteriorizzazione di ciò che avviene sottoterra, ma anche una canalizzazione dell’energia (e vita) che si muove con e attraverso l’acqua. Rabdomanti e studi scientifici hanno dimostrato la presenza di acqua in movimento.

Riprese dagli etruschi acquisiscono poi un valore funerario. Tutte le tombe e necropoli etrusche vengono costruite a diretto contatto con una via cava. Questo perché la via cava, col suo flusso energetico, acquisisce un valore speciale quale via privilegiata del defunto per entrare nel Mondo di Sotto.

Le vie cave venivano poi utilizzate per le processioni funebri, di notte, concludendosi al mattino con musica cibo etc.

La tomba della Sirena

Diario di Bordo Tomba della SirenaSuccessivamente siamo andati a visitare la tomba della Sirena, una delle tombe legate alla nobiltà. E’ interessante il fatto che anche nella presentazione della tomba venga mantenuta una struttura tripartita: il luogo dove viene deposto il corpo è più in basso rispetto a dove vi è il cippo funerario che rappresenta il Mondo dei vivi, connesso attraverso le statue al Mondo di Sopra. Altro aspetto interessante è che la Sirena è sempre una raffigurazione della Dea Fortuna.

Qui siamo entrati in una tomba per compiere il rituale della morte. Un rituale molto intenso svolto in questo modo, il cui obbiettivo è prepararci alla morte superando la sua paura, quale paura più grande dell’essere umano. Liberarsi da questa paura incrementa il potere personale in vita e, come il Bardo tibetano, aiuta a affrontare al meglio il viaggio nell’aldilà.

Diario di Bordo Cascata San ColombanoSan Colombano

Nel pomeriggio invece siamo andati a San Colombano.
Questo è uno dei luoghi più magici che abbiamo visitato. Per accedervi ho dovuto percorrere a piedi un lungo pellegrinaggio tra dislivelli e piane in mezzo alla natura a fianco a un fiume, per poi addentrarmi nella fitta boscaglia.

Qui salendo si arriva a una bellissima cascata. Giovanni dice che qualche anno fa vi era molta più acqua, ma anche quel poco che c’era in questi giorni si nebulizzava tutta nell’aria. Questa cascata è molto particolare, non solo per la forma del masso da cui cade, ma perché è un sito collegato alle acque di guarigione.

Diario di Bordo San Colombano

A lato della cascata, salendo, vi è una piccola chiesa scavata nella roccia. Questa è una chiesa templare, probabilmente con influenze catare. Piccolina ma bellissima, scolpita nel dettaglio: altare, “trono”, arcate, colonne… e completamente affrescata, se ne vedono ancora le tracce. Al suo interno diversi simbolismi.

Anche qui abbiamo integrato l’energia proveniente dalle Nusta dell’acqua col matrimonio sacro dell’Imperatore e Imperatrice Inca. Finito il rituale, abbiamo ricevuto un trattamento di guarigione all’interno dell’apposita vasca presente poco sopra la chiesa.

Un luogo assolutamente magico! Abbiamo concluso con un’offerta di gruppo alla Madre Terra e alla Madre Acqua, in una forma un po’ più autoctona.

Diario di Bordo offerta San ColombanoLa notte di S. Giovanni

Non contenti dell’iter giornaliero, nei soliti 4 temerari,  abbiamo deciso di andare a fare una Via cava in notturna a chiaror di luna.

E’ stata un’esperienza molto intensa, che in parte si è ricollegata col lavoro svolto nella mattinata sulla paura e morte. La prima parte del tragitto illuminata dalla luna è risultata estremamente poetica, pur mantenendo connotazioni di pace e paura allo stesso tempo.

Ad essa è seguita una seconda via questa volta totalmente oscurata. Non era possibile percepire alcuna luce e di conseguenza eravamo completamente disorientati, abbandonati con fiducia alla guida. Tenere gli occhi aperti o chiusi era assolutamente indifferente, al punto che veniva spontaneo chiuderli. La guida poi ci dice che saremmo rimasti sorpresi, andando di giorno, ad osservare l’aspetto del tratto, in curva, svolto nel buio completo.

Tutti i sensi si erano acuiti, davvero un bel modo di festeggiare S. Giovanni!

Qui il reportage.

Diario di Bordo – giorno 5

Siamo giunti al termine di questo viaggio, che ci ha portato a macinare chilometri su chilometri tutti i giorni percorrendo le vie che portano all’essenza (cit.).

Sono stanco, decisamente dopo le avventure degli ultimi giorni, ma anche un po’ triste perchè il tempo è volato. Avrei voluto durasse di più, avrei voluto trasferirmi a vivere in quei luoghi, così a contatto con la natura e la storia.
Un po’ di tristezza e stanchezza mi attanagliano all’idea di salutare un gruppo di amici con cui ho condiviso tante emozioni. Certo so che non sarà un addio, ma la vita di comunità, vissuta in questo modo, già mi manca!

Diario di Bordo spada nella roccia San GalganoCaricate le macchine ci muoviamo in direzione Casa per fermarci in quella che è l’ultima tappa del viaggio e della nostra iniziazione: San Galgano.

Ecco che un nuovo desiderio si realizza: poter vedere da vicino la spada nella roccia!

Ecco… in realtà è stata un po’ una delusione, mi aspettavo svettasse in mezzo alla chiesa, in realtà si sporge davvero di poco dal pavimento. La cosa più tragica è che è coperta da un cupolone di vetro sporco! Non sono riuscito a farle neanche una foto e, forse, è meglio.

Qui ci siamo connessi con l’energia della spada e della profezia che le sottende… Ancora una volta abbiamo integrato aspetti maschili e femminili, per portare dentro di noi quel potere di cambiamento.

Ho fatto giusto in tempo a effettuare il rituale, che la vecchia bisbetica guardiana del luogo mi ha cacciato in malo modo, perché mi sono azzardato ad entrare col cane. Ora ci terrei a precisare che, gli animali sono creature del Signore, sono state create esattamente come noi… E che dovevo fare chiuderla in macchina al caldo di 30°C?
Questa presunta superiorità della specie umana su quella animale mi va proprio di traverso, ma tantè…

L’Abbazia

Diario di Bordo Abbazia San GalganoLasciata la Rotonda, ci siamo spostati nell’Abbazia.
Qui la sua maestosità e particolarità si possono proprio percepire, è davvero suggestiva.
Qui abbiamo svolto un rituale molto importante che ci ha portato a muoverci per l’Abbazia come protagonisti di un Flash mob in mezzo ai turisti. Un attimo di imbarazzo mi ha attraversato, poi l’ho lasciato andare per concentrarmi sul lavoro da compiere.

Anche nell’Abbazia i riferimenti all’Inghilterra di Artù e del Sacro Graal non mancano.
Concludiamo il nostro lavoro e rituale concentrandoci su un pozzo, legato alla Madonna, che ricalca il pozzo in cui si dice sia stato nascosto il Graal. Ultima parte di rituale e benedizioni.

Da questo momento siamo Paqo, ovvero praticanti della via andina.

E’ interessante il fatto che, anche nella loro tradizione, esista il concetto di virtualità dell’iniziazione. Ciò significa che una iniziazione non è qualcosa di concluso in se stesso, non è un traguardo, ma una porta che, attraverso un lavoro rituale, viene aperta. Sta, poi, a noi tenerla aperta e attraversarla, rendendo reale ciò che in quel momento è solo virtuale.

Ciò è possibile attraverso un lavoro serio e continuo su se stessi, praticando quotidianamente e trasformando la propria energia pesante. Per cui, ora come allora… pratica, pratica, pratica!

Ultimo album fotografico qui.

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